Durante la passeggiata: il cane annusa... "troppo"?

Pubblicato il 27 agosto 2026 alle ore 17:56

Quante volte ci è capitato di portare il nostro cane a fare una rigenerante passeggiata, e poi spazientirci perché lui non fa altro che tenere il suo bel nasone puntato al suolo? Quante volte, dopo un po', l'abbiamo allontanato dalla fonte del suo interesse per trascinarlo via con noi?

In fondo, a terra è sporco, non è sicuro e poi … ma non siamo usciti per camminare? Possibile allora dover “perdere” minuti e minuti nello stesso punto, come se lì, nascosta nell'invisibile, ci fosse la cosa più stupefacente del mondo?

Non parliamo poi di quei casi in cui, anziché annusare, il nostro fedele amico china la testa sulla pipì di un altro cane e, orrore per noi, addirittura sembrerebbe berla!

Ecco che lo allontaniamo di nuovo, questa volta anche per il suo bene, ci diciamo.

“NO NO NO, MA CHE FAI? VIA DI LI'!”. Quante volte gli abbiamo ripetuto parole simili?

Ma adesso proviamo a capovolgere tutto, e a vedere la passeggiata con gli occhi del peloso che portiamo al guinzaglio.

Innanzitutto, cos'è per lui la passeggiata? Che funzione ha veramente, e perché è importante?

Per sgranchirsi le zampe e fare movimento, per fare i bisogni, per socializzare con altri cani, quando possibile. Per condividere, noi e lui, un momento spensierato all'aria aperta, soprattutto quando non abbiamo un giardino a disposizione dove fargli trascorrere le ore più piacevoli della giornata.

Queste sono tutte risposte più che valide, oltre che verissime, ma … siamo sicuri che sia tutto qui?

Quando noi umani facciamo una passeggiata, camminiamo a testa alta, perché ci affidiamo a quello che è il nostro senso predominante e che determina lo scopo del nostro movimento: la vista.

Infatti, mentre ci muoviamo, siamo soliti osservare quel che abbiamo intorno: le case, il cielo, i negozi, il panorama (se possiamo goderne), le persone e animali che incontriamo. Quand'è che decidiamo di fermarci? Quando VEDIAMO qualcosa che attira la nostra attenzione e suscita, per qualche motivo, il nostro interesse: può trattarsi di una persona conosciuta con la quale fermarsi a chiacchierare, dei prodotti interessanti esposti in una vetrina, del volo di un gabbiano, persino di una moneta che qualcuno ha, sbadatamente, lasciato cadere a terra e che noi ci chiniamo per raccogliere.

Spesso, commettiamo l'errore di credere che il cane, per il fatto di essere il nostro più fedele compagno da milioni di anni, sia diventato un tale tutt'uno con noi umani da assomigliarci in qualunque cosa. Ma ci siamo mai chiesti se, per caso, per lui passeggiare avesse un significato e un'importanza differenti?

Il senso predominante del cane è l'olfatto, lo sappiamo tutti. Il cane, infatti, possiede fino a trecento milioni di recettori olfattivi, contro i circa cinque/sei milioni di quelli umani. Inoltre, l'area del cervello dedicata all'analisi degli odori è, proporzionalmente, quaranta volte più grande della nostra.

Impressionante, vero? Chissà quanti e quali odori riesce a percepire il nostro amico a quattro zampe, che noi nemmeno siamo in grado di immaginare? Chissà quali mondi gli si spalancano dinanzi, quanto punta il suo nasone al suolo e inizia a immagazzinare informazioni?

Prendersi del tempo per annusare, anche per diversi minuti nello stesso punto, è fondamentale per il cane, anche se a noi a volte può sembrare assurdo o persino noioso; la pensiamo così solamente perché, noi, non siamo in grado di percepire quello che invece arriva a lui. Inoltre, fare pratica olfattiva è molto rilassante per i cani, per questo è importante lasciarli annusare dove vogliono e per tutto il tempo che vogliono, di modo da migliorare anche la qualità della passeggiata e, per il cane, attivare un importantissimo effetto rasserenante e calmante.

Ovviamente, sta a noi giudicare qualora il nostro animale si sia avvicinato a qualcosa di potenzialmente pericoloso (come, per esempio, del veleno per topi o insetti sparso sui marciapiedi) e allontanarlo prontamente.

E quando sembra che il nostro amico “beva” la pipì degli altri cani? Non la sta bevendo e, anche in questo caso, è molto importante lasciarlo fare: il cane sta solamente risucchiando alcune gocce di urina per assimilarne le molecole e, attraverso l'organo vomeronasale (situato sopra il palato e dietro gli incisivi superiori), fare la sua personale analisi chimica di quanto riportato al loro interno, scoprendo così molte informazioni sul cane che ha lasciato la traccia in questione, come per esempio il sesso dell'animale, lo stato o meno di fertilità per le femmine, nonché i confini del suo territorio.

Si tratta quindi di un importantissimo metodo di comunicazione tra cani, che agisce anche quando per noi tutto questo risulta invisibile, ma permette agli animali di comprendere il territorio che hanno intorno, nonché di gestire le relazioni con gli altri, anche quando non si sono ancora incontrati fisicamente.

Perciò, possiamo ancora sostenere che il nostro cane, durante la passeggiata, annusi troppo?

Ovviamente no.

Dobbiamo sempre ricordarci che, per amarlo davvero per quello che è (e non per quello che vorremmo che fosse), non solo dobbiamo capirlo, ma anche accettare che sia una creatura differente da noi, con altre necessità e predisposizioni e rispettarlo così in quello che lui, tacitamente, ci chiede per il suo bene.

Ricordiamoci sempre che, come noi guardiamo il mondo, il cane lo annusa.

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