Ci sono quei momenti in cui cambia qualcosa nella vita, all'improvviso. Quei momenti in cui avviene un incontro che sconvolge tutto: i piani, la quotidianità, i progetti e la visione di molte cose.
Quei momenti che sembrano cadere dal cielo eppure, poi avrai modo di scoprirlo, hanno il loro perché e condurranno alla via da percorrere.
Era l'inizio di maggio del 2024 e io, a prendere un cane, non ci stavo proprio pensando. Li avevo sempre adorati e ne avevo avuti diversi sia durante l'infanzia che durante l'adolescenza, ma avendo solo due gatti ormai da tanti anni non era qualcosa che contemplavo in quell'istante.
Poi, un bel giorno, il mio compagno Francesco, fautore dei cani e decisamente meno dei gatti, inizia a guardare annunci di cuccioli (con due gatti anziani in casa, meglio inserire un cucciolo, no?) e a mostrarmene uno dopo l'altro. Insomma, come poteva finire? Cerca e ricerca, chiama e chiedi informazioni, a un certo punto ricevo la fotografia di un cucciolino di due mesi tutto nero ad eccezione di una macchia bianca sul petto e delle punte delle zampe, bianche a loro volta.
Ho sempre adorato gli animali neri, possibile che non fosse destino?
Ma ad ogni modo volevo andarci piano e non dare già tutto per scontato, benché è evidente, la decisione, sotto sotto, era già stata presa dal primo istante.
Quindi chiedo informazioni alla persona che ha fatto fare una cucciolata casalinga ai suoi cani e che ha ancora con sé il piccolino, mi viene specificato che si tratta dell'ultimo rimasto su sette cuccioli, che è microchippato e disponibile da subito per essere adottato.
Ma come ho già detto, volevo andarci piano … o per lo meno fare finta.
Chiedo se è possibile andare a vederlo. Ovviamente solo a VEDERLO, così poi ci pensiamo e decidiamo … però, nel frattempo, guardo anche dove si trova il più vicino negozio per animali sulla strada per il ritorno cosicché, nel caso, ma solo NEL CASO avessimo deciso di prenderlo subito con noi, non saremmo stati impreparati.
Io vorrei sapere chi mai va a VEDERE un animale, che sia in canile/gattile, allevamento, piuttosto che, come nel mio caso, in un'abitazione privata, e poi si ferma lì.
Insomma, non ci credeva nessuno, io per prima e fantasticavo già su questo batuffolino nero da portare a casa con me, presentare ai gatti sperando in bene, e far diventare il mio nuovo compagno per la vita.
Era il tardo pomeriggio del nove maggio, quello che sarebbe potuto sembrare un giorno qualunque e che invece sarebbe stato solo l'inizio di una nuova vita e di un nuovo legame, quando io e Francesco siamo saliti in macchina per andare a vedere il cucciolo tutto nero.
L'arrivo in quella casa è un momento che rimarrà sempre indelebile nella mia memoria: una volta parcheggiata l'auto davanti a questa abitazione con un grande giardino, vediamo due cani adulti avvicinarsi al cancello e la proprietaria venirci incontro e accoglierci dentro.
Ed ecco arrivare due cuccioli di corsa: davanti uno nero e, dietro di lui, uno più colorato che, i proprietari dei genitori, avevano deciso di tenere con sé.
Ovviamente mi accovaccio subito e il cucciolo più scuro mi è subito addosso a farmi un milione di feste … come poteva non essere destino? In quell'istante preciso ho avuto la certezza che quello sarebbe stato il mio cane, che sarebbe diventato una parte imprescindibile della mia vita.
Neanche a dirlo, scambiate alcune parole e sbrigate le formalità, prendo in braccio il cucciolo (che non aveva ancora un nome), e io e Francesco saliamo in macchina con lui, alla volta di casa.
C'è da dire che la strada del ritorno, con imprescindibile sosta al negozio di animali sopraccitato per procurarsi tutto l'indispensabile, non è che sia stata proprio idilliaca: il cagnolino, dopo pochi minuti di tragitto, ha subito dimostrato di non apprezzare la macchina vomitando e andando di corpo (fortunatamente, la proprietaria dei genitori ci aveva fornito qualche traversina), dopo un po' però si è addormentato sui sedili posteriori, probabilmente per vero e proprio sfinimento e, noi, abbiamo potuto cominciare a discutere sul nome.
Nei giorni precedenti avevamo già stilato una lista e, dopo varie esclusioni, ci era rimasto il dubbio tra Ray e Max.
Ray o Max? Ci dicevamo intanto che io mi figuravo quel batuffolino nero, crollato di stanchezza sui sedili posteriori, che cresceva al mio fianco, diventava adulto e si tramutava in una parte importantissima della casa e della nostra vita.
Chissà perché alla fine abbiamo scelto Ray, forse ci suonava meglio o lo vedevamo più adatto a lui, sta di fatto che da quel momento il cucciolo nero ha smesso di essere un batuffolino senza nome, ed è diventato a tutti gli effetti il nostro cane, una parte della famiglia e un amico insostituibile.
All'arrivo a casa, io sono salita per prima per dar da mangiare ai gatti, ancora ignari del nuovo arrivo, di modo da concedere loro un pasto in tranquillità prima del fatidico incontro.
Inutile dire che ero in fibrillazione, che speravo andasse tutto bene e filasse tutto liscio.
I miei gatti, Maggie e Eddie, che in quel periodo avevano entrambi quattordici anni, avevano già conosciuto altri cani in passato, imparando a tollerare la specie, ma senza mai averci effettivamente convissuto e senza mai entrare in contatto con un cucciolo.
Una volta terminata la loro cena, Francesco e Ray sono saliti in casa a loro volta: Ray sembrava timido e molto tranquillo e, i gatti, non hanno fatto una piega. Maggie, la più temeraria, si è addirittura avvicinata per annusarlo.
Ah beh, mi sono detta, era così semplice? Poi avrei avuto modo di scoprire nei giorni, settimane e mesi che sarebbero seguiti, che di strada da fare ce ne sarebbe stata un bel po', ma in quel momento ho potuto trarre un sospiro di sollievo perché il primo impatto era stato tranquillo e senza traumi.
Fin troppo tranquillo, a ben pensarci ma, in quel momento, andava bene pensarla così.
Quella prima notte abbiamo posizionato la cuccia appena acquistata vicino al letto, ma il piccolo, forse sballottato dall'arrivo nella nuova casa, per la prima volta senza la sua mamma, non voleva saperne di rimanerci dentro e ha voluto a tutti i costi trascorrere la notte sul letto, sdraiato sui nostri cuscini. Sarebbe stata la prima di una lunga serie, protrattasi per tutto il periodo dell'infanzia.
Quella notte l'ho sentito ansimare a lungo, probabilmente complice tutta l'agitazione che un cucciolo in un nuovo ambiente deve portarsi dentro, ma sapevo che saremmo stati bene insieme, che quel batuffolino nero non era arrivato per caso, ma che da quell'istante era diventato il mio Ray, unico e insostituibile, con il quale iniziavo solo quel giorno il lungo cammino che avremmo intrapreso, e che spero condivideremo ancora per tanti anni.
continua ...
Aggiungi commento
Commenti