Tra i “problemi” più ricorrenti nella gestione dei nostri amici a quattro zampe, riscontriamo spesso il fatto che, al nostro ritorno a casa dopo diverse ore di solitudine, il cane venga colto da una gioia e uno stato di eccitazione irrefrenabili, e inizi a saltarci addosso senza controllo, in alcuni casi magari creando dei disagi come potrebbe essere sporcarci o rovinarci un abito nuovo, oppure rischiare di farci male, quando si tratta di un animale dalla taglia considerevole.
In quei momenti, ci sembra di fare sempre di tutto per far capire al nostro cane che non approviamo il suo comportamento, che vogliamo che ci accolga tranquillamente di modo da poterci godere entrambi il momento del rientro e del saluto, che vorremmo fosse qualcosa di piacevole e non di ingestibile.
Ecco che, allora, iniziamo a spingere il cane verso terra, a richiamarlo con un NO, intimandogli di stare GIU', FERMO, a dirgli BASTA.
Lo stesso accade quando ci raggiungono degli ospiti e, il nostro peloso, rischia di farci fare qualche brutta figura con richieste di attenzione esagerate, rischio di dare fastidio o, ancora una volta, possibilità di rovinare vestiti o fare male.
Anche in questo caso, come quando l'avvenimento ha luogo con noi, inizia tutta una serie di intimazioni e restare a terra, a smetterla, a stare buoni e a non farlo più, generalmente accompagnate dal contatto fisico e visivo tra noi (o il nostro ospite) e il cane che sta dimostrando di gradire così tanto la presenza appena entrata in casa.
E se vi dicessi che, in realtà, siamo noi (o i nostri ospiti) a fomentare questo comportamento così esasperato del nostro cane?
Se vi dicessi che tutte queste interazioni fisiche, visive e verbali sono proprio lo strumento attraverso il quale istighiamo il cane non solo a continuare, ma anche a riproporre la stessa azione la prossima volta che si presenterà la medesima situazione?
Ogni parola che gli rivolgiamo, ogni contatto fisico e ogni sguardo sono per il cane un'attenzione ricevuta, anche se negativa. Un'attenzione corrisponde a quello che viene chiamato “rinforzo”, ovvero tutto ciò che fa sì che un'azione tenda ad essere ripetuta nel tempo.
Cosa stiamo dicendo realmente al nostro cane, con tutti i nostri “NO!”, “GIU'!”, “BASTA!”, “NON SI FA!”, “MI FAI MALE!”?
Gli stiamo dimostrando che, finché lui andrà avanti a mettere in atto questi comportamenti, riceverà la nostra attenzione e, se pensiamo che il nostro caro amico non ci vede da diverse ore, capiremo che si tratta di tutto ciò che brama in quel momento.
Come imporsi, quindi, facendo capire al nostro peloso che non gradiamo queste sue feste esagerate, né tutta questa sua agitazione?
Niente di più semplice: siamo noi a dover cambiare rotta e instaurare la comunicazione corretta con il nostro cane.
Nel momento del rientro, quando il cane inizia festoso a saltarci addosso, incrociamo le braccia, diamogli la schiena, e attuiamo i tre NON da manuale:
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NON lo tocchiamo
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NON lo guardiamo
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NON gli parliamo
In poche parole, togliamogli qualunque attenzione e qualunque possibilità di interazione e chiediamo di fare la stessa cosa ai nostri ospiti, anche quelli che ci rispondono che, a loro, il cane che salta addosso non dà fastidio.
Perché pensiamo a cosa significa avere un cane che, ogni volta che incontra qualcuno, pensa sia bene salutarlo saltandogli addosso: vuol dire che può capitare lo faccia anche in momenti sgraditi, con le persone sbagliate, o magari con bambini a cui potrebbe accidentalmente fare male.
Spetta a noi, quindi, far capire al nostro fedele amico che possiamo salutarci, e gioire per essere di nuovo insieme, in un altro modo.
Le prime volte che attueremo questo cambiamento, il cane sarà disorientato e, a suo modo, inizierà a chiedersi cos'è cambiato e perché non riceva più le solite attenzioni, quando attua quel comportamento al nostro rientro.
Precedentemente, con le nostre attenzioni, gli stavamo implicitamente facendo capire che il suo modo di accoglierci ci andava bene.
Ma ora, improvvisamente, non è più così.
Il cane dovrà quindi “ingegnarsi” per trovare un modo alternativo che gli permetta di raggiungere ugualmente il suo scopo, ovvero la nostra attenzione, i nostri sguardi, la nostra voce e il contatto fisico con noi.
Non appena il cane avrà smesso di saltarci addosso, e sarà seduto o anche semplicemente a terra sulle quattro zampe, sarà quello il momento in cui lo ricompenseremo con saluti e carezze, facendogli capire che è proprio questo quello che vogliamo che avvenga, il modo corretto di entrare in relazione con noi quando ci rivediamo dopo lunghe ore di assenza.
Importantissimo sarà poi non concedere eccezioni a questa regola, soprattutto nelle prime fasi della formazione: se i messaggi che forniamo al nostro cane sono altalenanti, discordanti, incoerenti e poco chiari, non potremo mai ottenere una comunicazione efficace e, ogni volta, non faremo che generare confusione e maggiore agitazione.
Non è sbagliato salutare il nostro cane e farci salutare da lui, ma è il modo in cui questo avviene a dover essere ridimensionato, anche affinché il cane sia in grado di trovare maggiore equilibrio e maggior capacità di contenersi anche in un momento di agitazione.
E nel caso di un cane particolarmente agitato al nostro rientro, possiamo trovare un modo per aiutarlo a gestire questo stato d'animo? Assolutamente sì: lasciamogli a disposizione dei giocattoli (o forniamoglieli noi stessi sul momento) sui quali possa scaricare la tensione accumulata nelle lunghe ore in cui il nostro amico è rimasto solo a casa e ha avvertito la nostra mancanza, e premiamolo con la nostra attenzione non appena sparisce il comportamento da eliminare.
Questo aiuterà sia noi che lui a gestire e a vivere meglio il momento del ricongiungimento, rendendolo qualcosa di piacevole e dando modo al cane di apprendere che, contenendosi e gestendo la propria frustrazione, i risultati sperati arrivano e saranno ancora più belli, perché vissuti con maggiore serenità ed equilibrio.
E perché no? In un momento in cui il cane risulta calmo, possiamo anche premiarlo chiedendogli noi stessi di saltarci addosso una sola volta, battendoci la mano sul petto ed esclamando “HOP!”.
Ma attenzione a non confondere questo gesto con il momento del saluto, altrimenti andremo nuovamente a creare disordine e incoerenza nella mente del cane.
Potremmo inserire questo gesto in un momento di coccole o di interazione positiva, rafforzando così il legame che, giorno dopo giorno, continuerà a crearsi con il nostro fedele amico a quattro zampe.
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